L'Unione Pedemontana entra nel Forum Italiano Sicurezza Urbana - Unione Pedemontana Parmense

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L'Unione Pedemontana entra nel Forum Italiano Sicurezza Urbana

L’Unione Pedemontana Parmense sempre più impegnata sul fronte della sicurezza. Un impegno costante a trecentosessanta gradi, che in questi anni ha visto numerose azioni concrete attraverso il Corpo di Polizia locale, alle quali, nei giorni scorsi, si è aggiunto un altro, importante tassello.


L’ente pedemontano ha infatti fatto il suo ingresso nel comitato esecutivo del prestigioso Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (FISU), associazione attiva dal 1996 che riunisce oltre 40 tra Comuni, Unioni e Regioni italiane, e che ha per obiettivo la promozione di nuove politiche. In particolare, il FISU organizza convegni, corsi di formazione e aggiornamento, partecipa e contribuisce alla realizzazione di progetti europei e alla diffusione delle buone pratiche. «In tema di sicurezza urbana il contesto territoriale non evidenzia particolari criticità – puntualizza l’assessore alla Sicurezza dell’Unione e sindaco di Felino Elisa Leoni –. Tuttavia, si registrano preoccupazioni connesse alla percezione della sicurezza, che generano ansia e timori tra la popolazione, nonostante il numero dei reati sia in calo. Per questo – continua Leoni – cinque anni fa, noi sindaci dell’Unione insieme al Comando della Polizia locale abbiamo deciso di affrontare il tema della sicurezza in maniera strutturata, predisponendo azioni a medio e lungo termine, ritenendo poco funzionali misure contingenti e disarticolate. Abbiamo pertanto iniziato un percorso che, partendo dall’analisi delle criticità, ha portato ad un confronto con la cittadinanza, attraverso incontri tematici, e con gli Uffici della Regione preposti alla sicurezza urbana. È stata poi messa in campo una progettazione, basata su diverse linee di indirizzo: impego di tecnologie informatiche;  riorganizzazione del Corpo, anche attraverso la realizzazione della nuova centrale operativa; rinnovo del parco veicolare e tecnologico; coinvolgimento della popolazione nello sviluppo e dei gruppi di controllo di vicinato. Un percorso lungo e impegnativo, in termini operativi ed economici, che sta progressivamente trasformando il contesto territoriale dal punto di vista della sicurezza, come attestato dai dati annualmente forniti dalla locale Prefettura».


Percorso che non deve arrestarsi, sottolinea l’assessore: «In primo luogo emerge l’importanza di mantenere sempre il sistema performante, sia dal punto di vista tecnologico, sia relazionale. La soddisfazione dei risultati raggiunti non deve precludere lo sviluppo di nuove idee e nuovi investimenti. Si è poi avuta la conferma della funzionalità di un modello a “rete”, che ha consentito di lavorare in maniera sinergica valorizzando le singole componenti. In particolare, il rapporto instaurato con la Regione Emilia-Romagna, sia in termini di idee e progettualità che di supporto economico, ha dimostrato quanto sia proficuo lavorare insieme su obiettivi condivisi. Purtroppo, analoga sinergia non si verifica con gli organismi statali, che ritengono ancora fortemente subalterna la territorialità locale. Incomprensibile, ad esempio, il fatto per cui i sindaci, nonostante le competenze loro attribuite, non possano conoscere in tempo reale i reati occorsi nei rispettivi comuni e che la Polizia locale non abbia accesso ad alcune banche dati ministeriali necessarie per espletare in maniera più proficua e professionale l’attività di controllo e vigilanza. Insomma, c’è ancora molta strada da fare».


L’attività di analisi, studio e confronto in materia è certamente fondamentale. Il FISU si muove proprio su questi binari e L’Unione Pedemontana Parmense è stata in diverse occasioni promotore di iniziative di approfondimento, quale ad esempio il convegno “I fenomeni di criminalità e la percezione di sicurezza” svoltosi a Felino lo scorso dicembre. «In quella sede – puntualizza l’assessore Leoni – grazie alla partecipazione del professor Andrea Di Nicola dell’Università di Trento, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un software, il primo urban security system, volto all’interazione e scambio d’informazioni tra polizie e amministrazioni locali, che, insieme alla Regione Emilia-Romagna, abbiamo deciso di testare coniugando tecnologia e controllo di vicinato, attraverso la regia dell’Unione. Il problema, infatti, è spesso l’elaborazione della corposa mole di dati, disaggregati, differenti, difficilmente comparabili, dall’analisi dei quali, invece, occorrerebbe partire per sviluppare efficaci azioni di contrasto. Questo nuovo strumento, ci permetterà di capire dove si concentrano gli episodi di disordine urbano, individuare le discrepanze esistenti tra sicurezza oggettiva e la percezione soggettiva, interpretando così le dinamiche sociali in essere e trovare le relative soluzioni».


L’adesione al FISU è la conseguenza naturale del percorso intrapreso dall’Unione, che necessita del confronto e della condivisione di proposte e buone prassi. «Siamo da sempre fortemente convinti che alle idee devono seguire fatti – afferma Leoni –, coerenti con gli obiettivi dati, e che il lavoro quotidiano, non sempre percepito e riconosciuto, sia l’unico mezzo per ottenere risultati. Gli slogan e le promesse mirabolanti non sono in linea con il nostro modo di interpretare il mandato politico e il senso di responsabilità che contraddistingue i nostri territori. Al FISU chiediamo di essere accompagnati in un percorso di crescita anche culturale. Le attività realizzate e proposte in questi anni hanno certificato la centralità dell’associazione sul tema della sicurezza. Penso che l’adesione all’interno della compagine associativa di tutte le realtà territoriali, consenta di sviluppare un dibattito trasversale, utile ad individuare una progettualità condivisa, fuori da schemi preordinati e finalizzata alla conoscenza “reale” dei problemi di sicurezza, conoscenza che ci permetterà di mettere in campo strategie mirate e puntuali. A fronte del progressivo impegno sul versante della sicurezza chiesto dallo Stato, come Amministratori chiediamo un maggior coinvolgimento decisionale ed un dettato normativo rispondente all’evolversi delle dinamiche sociali».


«Siamo consapevoli che l’adesione al Comitato Esecutivo del FISU sia una responsabilità – conclude l’assessore alla Sicurezza dell’Unione – e intendiamo onorarla attraverso una presenza fattiva in termini di proposte e disponibilità, condividendo, per quanto potrà essere utile, la nostra esperienza. Ringrazio il FISU per il lavoro che svolge e per averci accolto».


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