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Servizi efficienti: Regione e Stato premiano l’Unione

Servizi efficienti: Regione e Stato premiano l’Unione

Qualità dei servizi, efficienza e razionalizzazione delle spese: l’Unione Pedemontana Parmense è un’Unione che funziona. A dirlo sono i 296mila euro stanziati dalla Regione Emilia-Romagna e dallo Stato come premio al suo buon governo, arrivati grazie al bando “Programma di riordino territoriale 2019-2021” che stanzia complessivamente 17,8milioni a favore dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese, ripartiti in base al livello di sviluppo delle gestioni associate e all’efficienza dei servizi. Di questi, 9,6 milioni sono stati erogati dalla Regione, mentre 8,2 milioni provengono dallo Stato.

«Si tratta di un bel risultato che rappresenta il frutto del buon lavoro svolto in questi anni – commenta il presidente dell’Unione Pedemontana Parmense e sindaco di Sala Baganza Aldo Spina –. Un risultato che diventa ancora più degno di nota se consideriamo come il sistema di valutazione per la ripartizione dei fondi stia diventando sempre più accurato e attento alla qualità delle prestazioni erogate e al livello di cooperazione instaurato. Questo riconoscimento deve stimolarci sempre di più a far crescere la nostra Unione – conclude il presidente –, ricercando nuovi spazi di collaborazione e guardando sempre di più a quegli elementi che ci accomunano, sui quali possiamo lavorare insieme».

Rispetto all’anno scorso, i contributi assegnati a 39 Unioni emiliano-romagnole sono aumentati di 500mila euro, sottolinea l’assessore regionale al Bilancio e al Riordino istituzionale Emma Pettiti: «Siamo riusciti a incrementare le risorse per sostenere quei Comuni che, attraverso lo strumento delle Unioni, percorrono la strada virtuosa della gestione associata dei servizi. Il Piano di riordino territoriale – prosegue – è uno strumento straordinariamente efficace per raggiungere questi risultati».

Per quel che riguarda le altre Unioni parmensi, alla Bassa Est sono andati 175.000 euro, mentre all’Appennino Parma Est e Valli Tari e Ceno, sono stati assegnati, rispettivamente, 686 e 819 mila euro. Così come accaduto l’anno scorso, una particolare attenzione è stata riservata agli enti montani, finanziati a fronte delle spese sostenute per la gestione delle funzioni a tutela, presidio e sviluppo delle “terre alte”.

Pubblicato il martedì 2 luglio 2019
Aggiornato il venerdì 26 luglio 2019