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Polizia locale a pagamento per eventi a scopo di lucro

Polizia locale a pagamento per eventi a scopo di lucro

D’ora in avanti, i privati che vorranno organizzare manifestazioni a evidente scopo di lucro senza alcuna valenza pubblica, dovranno versare un corrispettivo alla Polizia Locale della Pedemontana Parmense per i servizi di controllo e vigilanza.

Lo ha deciso il Consiglio dell’Unione durante l’ultima seduta che si è svolta a Traversetolo, approvando il “Regolamento delle prestazioni a carico di terzi per lo svolgimento di manifestazioni ed eventi”, messo a punto dall’Anci nel rispetto di quanto stabilito dal comma 3-bis dell’Articolo 22 del Decreto Legislativo M50/2017, che recita come le spese “in materia di sicurezza e di polizia stradale necessarie allo svolgimento di attività e iniziative di carattere privato che incidono sulla sicurezza e la fluidità della circolazione nel territorio dell’ente” debbano essere “poste interamente a carico del soggetto privato organizzatore o promotore dell’evento”.

A illustrare al Consiglio i dettagli del regolamento è stato il comandante del Corpo di Polizia Locale Franco Drigani, che ha ricordato come la Circolare Gabrielli, emanata un paio di anni fa a seguito degli attentati terroristici che si sono verificati in occasione di eventi pubblici, abbia comportato un impegno «sostanzioso da parte dei corpi delle polizie locali, spesso modeste da un punto di vista numerico».

L’Anci ha così redatto un regolamento che l’Unione ha deciso di adottare senza alcuna modifica e che non lascia spazio ad alcuna discrezionalità, pur prevedendo deroghe. Dirgani si è in particolare soffermato sull’Articolo 4 del regolamento che elenca le manifestazioni non soggette ad alcun versamento. Tra queste, le iniziative di carattere privato che rientrino tra i “servizi pubblici essenziali”, i “servizi pubblici a domanda individuale”, oppure che riguardino “lo svolgimento di funzioni amministrative o comprese tra i servizi pubblici“ e le “prestazioni del personale di Polizia Locale finalizzate a rinforzare altri comandi”. Escluse anche “le attività svolte nell’ambito di servizi o di finalità istituzionali previsti dalle leggi, dai regolamenti e dai provvedimenti adottati in casi di emergenza”, quelle in cui sussistano “i requisiti di necessità ed urgenza e in caso di pericolo imminente per l'incolumità pubblica o privata” oppure “promosse da gruppi politici, organizzazioni sindacali o di categoria” e i comizi elettorali, al pari delle “feste patronali, civili, religiose e cerimonie funebri”.

Non pagheranno, naturalmente, nemmeno le manifestazioni “organizzate o patrocinate dalle amministrazioni comunali e/o beneficiarie di contributi da parte di altre pubbliche amministrazioni”, così come quelle che la Giunta dell’Unione considererà, con atto formale, di “particolare valore morale, culturale, sociale o etico e senza finalità di lucro, che ne giustifichi motivatamente l’interesse pubblico”, di “carattere sociale e associativo (con iniziative rivolte alla tutela dell’ambiente, a determinate categorie della popolazione, all’uso del territorio, alla diffusione attiva dell’educazione motoria e delle pratiche sportive, ecc.)”.

«In questi anni abbiamo compiuto uno sforzo significativo per garantire la sicurezza in occasione di eventi pubblici – ha precisato il comandante Drigani – e questo ha portato anche alla scomparsa dei fenomeni dell’abusivismo commerciale nei mercati, dove abbiamo svolto controlli congiunti con la Guardia di Finanza e l’Ispettorato del Lavoro. Ora dovremo avviare un dialogo con le associazioni del territorio».

Il regolamento è stato approvato dalla maggioranza e dai due rappresentanti dell’opposizione del gruppo Lega Nord – Forza Italia Simone Dall’Orto e Luca Fornari. Astenuti, invece i loro colleghi di coalizione Tiziana Azzolini, Luigi Tanzi e Walter Civetta.

Pubblicato il giovedì 30 maggio 2019
Aggiornato il venerdì 21 giugno 2019