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La Polizia Pedemontana celebra San Sebastiano

La Polizia Pedemontana celebra San Sebastiano

Lunedì 21 gennaio gli agenti del Corpo dell’Unione Pedemontana Parmense renderanno omaggio a San Sebastiano, patrono delle polizie locali e dell’Unione stessa.

Le celebrazioni si svolgeranno a Montechiarugolo a partire dalle 9,30, con una Santa messa nella Chiesa di San Quintino (Via Margherita 19). Terminata la funzione, nel vicino Palazzo civico (Via Liberazione 2) sono previsti gli interventi ufficiali, con i saluti del presidente dell’Unione Pedemontana Parmense Paolo Bianchi e delle altre autorità. A seguire, il comandante Franco Drigani traccerà un bilancio dell’attività svolta nel 2018.

Si informa che in occasione delle celebrazioni, lo sportello della centrale operativa in via Donella Rossi 1 a Felino, resterà chiuso al pubblico.


Chi era San Sebastiano

San Sebastiano era un santo “militare”, che visse tra il 256 e il 300 circa, arrivando ad essere il comandante dei pretoriani romani – in pratica i vigili urbani della Capitale di allora –, messo a morte dall’imperatore Diocleziano a causa della sua fede cristiana.

Oriundo di Narbona, a Milano fu istruito nei principi della fede cristiana. Si recò poi a Roma, dove entrò a contatto con la cerchia militare alla diretta dipendenza degli imperatori. Divenuto alto ufficiale dell'esercito imperiale, fece presto carriera e diventò il comandante delle guardie dell'imperatore. Un ruolo che gli consentì di sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte.

La Passio racconta che un giorno due giovani cristiani, Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino, furono arrestati su ordine del prefetto Cromazio. Il padre fece appello a una dilazione di trenta giorni per il processo, per convincere i figli a desistere e sottrarsi alla condanna sacrificando agli dei. I fratelli erano ormai sul punto di cedere quando Sebastiano fece loro visita persuadendoli a perseverare nella loro fede e a superare eroicamente la morte. Mentre dialogava con loro, il viso del tribuno fu irradiato da una luce miracolosa che lasciò esterrefatti i presenti, tra cui Zoe, la moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, muta da sei anni. La donna si prostrò ai piedi del tribuno il quale, invocando la grazia divina, le pose le proprie mani sulle labbra e fece un segno di croce, ridonandole la voce.

Il prodigio di Sebastiano portò alla conversione un nutrito numero di presenti: Zoe col marito Nicostrato e il cognato Castorio, il prefetto romano Cromazio e suo figlio Tiburzio.

Quando Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano esclamò: “Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell'ombra contro di me”. Sebastiano fu quindi condannato a morte dall'imperatore. Venne legato ad un palo in un sito del colle Palatino, denudato e trafitto da frecce.

Pubblicato il lunedì 14 gennaio 2019
Aggiornato il giovedì 14 febbraio 2019