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La Pedemontana punta sul risparmio energetico

La Pedemontana punta sul risparmio energetico

Un progetto articolato per promuovere il risparmio energetico attraverso la riqualificazione di caldaie e impianti di illuminazione, oltre a una capillare campagna informativa ai cittadini e alle imprese sulle buone pratiche che fanno bene all’ambiente e al portafoglio.

L’Unione Pedemontana Parmense punta a una riduzione dei consumi e alla riqualificazione energetica con la creazione di uno “Sportello Energia”, che andrà a rafforzare ulteriormente l’area tecnica al servizio dei suoi cinque Comuni associati (Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Sala Baganza e Traversetolo). Area che conta già lo Sportello Unico per le Imprese (Suap) e il Servizio Prevenzione Rischio Sismico (attivo dal 15 ottobre), ai quali si aggiungeranno, prossimamente, lo Sportello Unico Edilizia (SUE) e un settore ad hoc per la progettazione delle opere pubbliche.

Obiettivi messi nero su bianco nel DUP, il Documento unico programmatico che traccia la rotta dell’ente e che il presidente Paolo Bianchi intende raggiungere. Per quel che riguarda l’attenzione all’Ambiente, l’Unione è sempre stata in prima linea, avendo aderito al Patto dei sindaci promosso dalla Regione Emilia-Romagna e al Paes, il Piano d'azione per l'energia sostenibile. E per fare il punto sulla situazione e sulle azioni da mettere in campo per un maggiore efficientamento energetico, nella mattinata di martedì 9 ottobre i sindaci dell’Unione, unitamente ai tecnici e agli assessori comunali all’Ambiente dei cinque Comuni, hanno incontrato nella Sala del Consiglio del Municipio felinese Alessandro Rossi, responsabile Ambiente dell’Anci Emilia-Romagna.

Secondo i dati Istat, ha spiegato l’esperto, ogni famiglia emiliano-romagnola spende di luce e gas 1.900 ero all’anno. Questo significa che le 22.500 famiglie che vivono nei comuni dell’Unione ogni anno pagano bollette per 42 milioni di euro. Di questi, il 35% serve per importare energia dall’estero ed è qui che si può, e si deve, incidere per recuperare risorse da investire sul territorio, creando così lavoro per le imprese e occupazione. Come? Per esempio attraverso interventi di riqualificazione degli impianti, per i quali è possibile ammortizzare i costi grazie agli incentivi. «Quello dell’energia è un settore strategico e lo sarà sempre di più – commenta il presidente dell’Unione e sindaco di Collecchio Paolo Bianchi –. Da un lato occorre creare una cultura per un consumo più consapevole e sostenibile, dall’altro bisogna garantire un effettivo vantaggio economico. È stato stimato che si può arrivare a risparmiare il 35 per cento circa di quanto si paga in bolletta – sottolinea Bianchi –. Per i nostri Comuni significherebbe avere a disposizione ogni anno 15 milioni di euro, più 4 milioni di ecobonus garantiti dagli interessi, che rimarrebbero sul nostro territorio. Ma per arrivare a questo obiettivo – osserva il presidente – è fondamentale incontrare le aziende, gli amministratori di condominio e i privati, per spiegare le possibilità che ci possono essere, oltre a realizzare azioni per la sensibilizzazione della popolazione. Attività per le quali serve uno Sportello Energia, che sia in grado di dare informazioni e affiancare i cittadini e gli imprenditori interessati a realizzare interventi di efficientamento energetico e alla produzione da fonti rinnovabili».

Pubblicato il giovedì 11 ottobre 2018
Aggiornato il martedì 13 novembre 2018